Il re di Francia santificato

Il re di Francia santificato a Orvieto nel 1297, da Papa Bonifacio VIII, e diventato così San Ludovico d’Angiò è il re che guidò il regno francese con il nome di Luigi nono. Luigi, figlio di Luigi VIII di Francia, divenne re all’età di soli dodici anni, nel 1226. Restò alla guida del Regno di Francia fino alla morte, che avvenne a Tunisi nel 1270. La profonda religiosità del sovrano si espresse anzitutto nella ricerca instancabile di reliquie di santi e martiri, che egli incorporò nel proprio tesoro regio e che costituirono motivo di venerazione popolare e di prestigio per la dinastia. Molto pittoresca fu la vicenda della presunta corona di spine di Gesù, la cui acquisizione sfiorò il romanzesco: custodita a Bisanzio, che in quel momento era la capitale di un regno latino circondato da nemici greci e islamici, la corona venne offerta al re di Francia dal giovane sovrano Baldovino II, cugino di Luigi, in cambio di aiuti materiali; contemporaneamente, però, i dignitari di Bisanzio avevano concesso la medesima corona in pegno a dei mercanti veneziani a fronte di un ingente prestito. Per riscattarla, Luigi impegnò cospicue somme di denaro e organizzò il trasferimento in Francia con tappa a Venezia, dove la corona sostò per qualche tempo, tra fastose celebrazioni popolari, finché, essa giunse nella capitale francese nell’agosto del 1239. Per ospitarla degnamente, Luigi fece erigere nell'Île de la Cité uno dei gioielli dell'arte gotica settentrionale, la Sainte-Chapelle. A determinare la santificazione del re concorse direttamente anche la politica di forte moralizzazione del nascente stato francese e delle sue istituzioni che il re di Francia condusse nel corso degli anni della sua reggenza; in particolare, Luigi IX promosse un'inchiesta sulle condizioni del governo nei suoi dominii diretti (1247-48), che fece condurre da coppie di frati domenicani e francescani: l'inchiesta, che descrisse una situazione preoccupante a causa degli abusi perpetrati dagli agenti regi ai danni della popolazione urbana e soprattutto rurale, costituì non solo la premessa di rigenerazione morale e penitenziale, ma soprattutto la base per la riorganizzazione della struttura amministrativa del regno. Luigi IX guidò due crociate. La prima di queste fu la VII crociata, tra il 1248 e il 1254, contro l'Egitto ayyubide, durante la quale, dopo la conquista di Damietta, nel 1249, il re di Francia perse il fratello Roberto d'Artois nella battaglia di Mansura, e, nella primavera del 1250, fu fatto prigioniero, per poi essere rilasciato dietro il pagamento di un riscatto; rimase diversi anni in Terra santa per collaborare con le autorità latine del luogo e per rinforzare le difese del residuo territorio crociato, il cui destino era peraltro segnato (nel 1291 sarebbe caduta San Giovanni d'Acri e con essa ogni speranza di uno stabile insediamento cristiano in Oltremare). Tragico fu l'esito dell'VIII crociata nel 1270, condotta contro l'emirato di Tunisi: Luigi morì in quei giorni, non di peste, come comunemente si crede, ma di dissenteria dovuta alla mancanza di acqua potabile. Alla sua morte il corpo, inizialmente sepolto in Sicilia, venne bollito e disossato: una parte fu inumato nella cattedrale di Monreale in Sicilia (dove tuttora si possono osservare le viscere), mentre le ossa furono trasferite in Francia nella Basilica di Saint-Denis in una tomba che successivamente fu distrutta con la dispersione dei resti.

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