Lo Stato retto da religiosi

Lo Stato retto da religiosi che governano nel nome di Dio, considerandosi rappresentanti o personificazioni stesse della divinità, è detto Stato teocratico. In uno Stato teocraticamente retto i religiosi sono chiamati a vigilare su qualsiasi aspetto della vita sociale, sia sacro sia profano. Il termine teocrazia deriva dai vocaboli greci theòs, ‘dio’, e kràtos, ‘potere’: si ha pertanto che il suo significato letterale equivale a ‘governo di Dio’. Alla base di qualsiasi Stato teocratico vi è il principio per cui qualsiasi potere – non solo dunque quello spirituale, ma anche quello temporale – ha origine da Dio. Ne consegue che in uno Stato retto da religiosi vige l’identità tra Chiesa e Stato o, in alternativa, la subordinazione dello Stato alla Chiesa. Nella maggioranza dei casi tale ordinamento politico viene a profilarsi come una vera e propria ierocrazia (dal greco ieròs, ‘sacro’), in cui i religiosi detengono un potere superiore a quello di qualsiasi autorità civile. In uno Stato teocratico, cioè retto da religiosi, i ministri della religione possono governare direttamente o, in alternativa, demandare questo compito ad un’autorità civile rigorosamente tenuta a rispondere del proprio operato di fronte alla Chiesa. Un caso esemplare di Stato retto da religiosi in Italia è offerto dallo Stato della Città del Vaticano, governato dal papa della Chiesa Cattolica.    

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