L’addetto alla quiete presso gli antichi patrizi Romani

L’addetto alla quiete presso gli antichi patrizi Romani era uno schiavo al quale era stato attribuito questo singolare compito e che veniva designato  con il nome di “silenziario”. Compito precipuo del silenziario, nelle case private degli antichi patrizi Romani, coì come alla corte degli Imperatori era proprio quello di mantenere l’ordine e il silenzio. Dalla cultura Romana, poi, la figura del silenziario penetrò nella cultura bizantina, e sotto l’impero bizantino, con il nome di silenziario fu designato non più uno schiavo, ma un importante funzionario di corte, addetto al mantenimento dell’ordine nelle processioni imperiali e nelle solenni assemblee cui interveniva il basilèus. Il silenziario bizantino aveva una verga d’oro come insegna di riconoscimento e  deteneva rango senatorio; più tardi la carica di silenziario divenne un titolo onorifico. Nei comuni medievali italiani, infine il nome del silenziario passò a designare i consiglieri dei giudici, così chiamati perché, un po’ come l’addetto alla quiete presso gli antichi Romani manteneva il silenzio, essi avevano l’obbligo di custodire il segreto sugli affari intorno ai quali venivano interpellati. 

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