Una antica città dell’Argolide

Una antica città dell’Argolide, che sorge a Sud-Est della grande pianura di Argo, in Grecia, e che l’UNESCO ha dichiarato patrimonio dell’umanità, è la città di Tirinto. Questa antica città dell’Argolide è una città antichissima, la cui grande importanza è attestata a partire dall’età del bronzo, in epoca micenea. In questo periodo la città faceva parte, insieme a Micene e ad Argo, dell'organizzazione palaziale micenea dell'Argolide. Questa antica città dell’Argolide superò gli attacchi e le distruzioni dei Dori, intorno al 1000 a.C., e ricoprì un ruolo importante, a metà del primo millennio a.C., nelle guerre contro i Persiani. Tirinto fu una delle città greche alleate che, nella battaglia di Platea nell’agosto del 479 a.C., riuscirono a sconfiggere le truppe del re persiano Serse I. Nonostante l’impresa gloriosa, l’antica città attraversava ormai una fase di decadenza, e nel 470 a.C. fu distrutta dagli abitanti della città di Argo, che ormai aveva conquistato un ruolo egemone in tutta l’Argolide. L’antagonismo fra Argo e Tirinto aveva origini antichissime, e si ritrova descritto nel mito stesso della nascita della città, fondata da Preto, gemello di Acrisio, che era divenuto il re di Argo. L’intero territorio dell’Argolide fu oggetto di numerose campagne di scavi a partire dai primi decenni dell’Ottocento, ad opera dello studioso tedesco Thiersh. Negli anni dal 1884 al 1885, Heinrich Schliemann, il famoso archeologo dilettante a cui si devono importantissime scoperte, e Christos Tsountas, intrapresero ricerche archeologiche sul sito dove sorgeva l’antica città dell’Argolide, e riportarono alla luce i resti del Palazzo Reale e parte delle mura ciclopiche che circondavano la città. I resti visibili del palazzo hanno permesso di ricostruire un modello architettonico che ne illustra la magnificenza. All’interno sorgeva un ampio spazio circondato da un quadriportico, al cui ingresso era sistemato un altare. Seguiva una sequenza di sale riccamente affrescate e arricchite da colonne, che oltre alla funzione decorativa fungevano da supporto per il soffitto ligneo. Un vasto salone presentava un’apertura centrale, per permettere l’uscita del fumo, secondo un modello tradizionale di architettura micenea. La cinta muraria di Tirinto era famosa sin dall’antichità, e gli scavi hanno confermato l’imponenza di quest’opera. Le mura, infatti, furono ampliate per almeno tre volte, e al loro interno c’erano magazzini per gli approvvigionamenti e un sistema di canali per il rifornimento idrico. L’antica città di Tirinto è stata cantata da Esiodo e da Omero, nell’Iliade. 

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