L’antica città della Bitinia in cui morì Annibale

L’antica città della Bitinia in cui morì Annibale era un'antica città dell'Anatolia, fondata all’incirca nel 711 a.C. come colonia Megarese con il nome di Astacus, sul cui sito oggi sorge la moderna İzmit, nell’attuiale Turchia, e che anticamente aveva il nome di Nicomedia. Il nome di essa si deve al fatto che, dopo essere stata distrutta ad opera di Lisimaco questa antica città della Bitinia  fu poi ricostruita nel 264 a.C. dal re ellenistico Nicomede I, re di Bitinia. Il 24 agosto del 358, un terribile terremoto provocò ampi danni alla città, a cui seguì un devastante incendio che ne compì la distruzione. Nicomedia fu quindi ricostruita una seconda volta, anche se con dimensioni ridotte. In seguito, tuttavia, la città fu nuovamente distrutta da un terremoto, nell’anno 362.

Dell’antica città in cui morì Annibale oggi resta solo qualche rovina del Palazzo imperiale di Diocleziano, alcune tracce dell'acquedotto, una fontana del II secolo ed alcune rovine nei pressi del porto. Nicomedia, fulcro dell’Impero Romano, perse il ruolo di centro dell'Impero nel 330, con il trasferimento della capitale a Costantinopoli, sebbene Costantino I morisse in una villa imperiale non molto distante da Nicomedia nel 337. Più tardi, nel V secolo, l’antica città della Bitinia fu un importante e conosciuto centro dell'arianesimo. A ogni modo, l’antica città della Bitinia è nota in particolare perché fu la città in cui morì il condottiero cartaginese Annibale, il quale trascorse a Nicomedia i suoi ultimi anni (attorno al 183 a.C.), prima di suicidarsi nella vicina Libyssa (Gebze).

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