Gli antichi sacerdoti indovini

Gli antichi sacerdoti indovini incaricati di esaminare le viscere (specialmente il fegato) di animali sacrificati (specialmente pecore), in origine per verificare se fossero ritualmente pure e in seguito anche per ricavarne previsioni sul futuro, erano detti aruspici. Essendo l'aruspicina una pratica d'origine etrusca, gli antichi sacerdoti indovini che esercitavano tale pratica venivano considerati stranieri a Roma e pertanto non formavano alcun collegio sacerdotale ufficialmente riconosciuto. Cionondimeno i romani ricorsero alle presunte abilità divinatorie di questi antichi sacerdoti indovini per tutta la durata dell'impero. Del resto la tradizione vuole che ancora nel 410 d.C., cioè negli anni del primo sacco di Roma, gli aruspici scagliarono anatemi in lingua etrusca contro Alarico, re dei Visigoti, affinché egli venisse colpito da un fulmine. La tipica veste degli antichi sacerdoti indovini noti come aruspici era formato da un mantello frangiato, da un alto cappello dalla forma conica e da un caratteristico bastone provvisto di una punta a spirale chiamato lituo, dal latino litàre, cioè “offrire sacrifici agli dei per ottenere auspici favorevoli”. Oltre a costituire il segno distintivo degli antichi sacerdoti indovini, il lituo era utilizzato dagli aruspici per segnare uno spazio rituale nel cielo, il templum. Rispecchiandosi anche sulle viscere degli animali, tale ripartizione della volta celeste consentiva di interpretare, rispettivamente come segni favorevoli o sfavorevoli, eventuali cicatrici o anomalie riscontrate durante l'ispezione.  

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