L’apparecchiatura per lo studio di particelle nucleari

L’apparecchiatura per lo studio di particelle nucleari, ideata nel 1952 dallo scienziato americano Donald Arthur Glaser , a lungo  docente di fisica nell'Università di Berkeley, in California, è definita camera a bolle. Nel 1960 Donald Arthur Glaser vinse il premio Nobel per la fisica per l’ideazione dell’apparecchiatura per lo studio delle particelle nucleari. L’apparecchiatura per lo studio di particelle nucleari è formata da un contenitore colmo di un liquido trasparente, in genere idrogeno liquido, che permette, al passaggio della particella ionizzante,  la formazione delle bolle lungo il percorso, con densità corrispondente alla perdita di energia della particella. Donald Arthur Glaser  nacque a Cleveland il 21 settembre 1926  e morì a Berkeley il 28 febbraio 2013. Donald Arthur Glaser iniziò il percorso che lo portò all’ideazione dell’apparecchiatura per lo studio di particelle nucleari nel Case Institute of Technology di Pasadena, dove nel 1946 ottenne  il Bachelor of Science in fisica e matematica. In seguito, nel 1949, presso il Caltech di Pasadena conseguì il Dottorato. Nel 1957 divenne istruttore presso l'Università del Michigan e nel 1959 si trasferì all'Università di Berkeley. Nel periodo di Berkeley si dedicò allo studio delle particelle elementari aventi vita media breve. La camera a bolle permetteva di osservare il tempo di vita delle particelle. La camera a bolle, l’apparecchiatura per lo studio di particelle nucleari che gli valse il Nobel, è costituita da un contenitore metallico cilindrico il cui raggio solitamente misura 5 metri, contenente il liquido surriscaldato e compresso, cioè  in una condizione definita in fisica “metastabile”.

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