Il primo barbaro che s’incoronò re d’Italia

Il primo barbaro che s’incoronò re d’Italia nel 476 d.C., ponendo definitivamente termine all’Impero romano d’Occidente, fu un generale dell’esercito romano di probabile discendenza scira, il cui nome era Odoacre. Capo delle tribù germaniche che formavano le truppe imperiali, Odoacre appoggiò la ribellione di Oreste contro Giulio Nepote (474 d.C.). Quest’ultimo fu costretto all’esilio in Dalmazia e Oreste, nell’impossibilità di assumere personalmente il potere imperiale in quanto barbaro, fece acclamare imperatore il figlio tredicenne Romolo Augusto (475 d.C.). Tuttavia, quando Oreste si rifiutò di cedere un terzo delle terre d’Italia a titolo di hospitalitas, Odoacre, forte del sostegno delle tribù germaniche, si sollevò a sua volta contro Oreste e, dopo aver deposto Romolo Augusto (476 d.C.), s’incoronò re d’Italia. Benché comunemente ricordato dagli storici come il primo barbaro che s’incoronò re d’Italia, va precisato che il regno di Odoacre comprese anche Sicilia, Dalmazia e Norico, protraendosi dal 476 al 493 d.C. Malgrado i suoi sforzi infatti, Odoacre non riuscì a frenare l’avanzata degli ostrogoti di Teodorico, i quali, iniviati in Italia dall’imperatore d’Oriente Zenone, inflissero al re barbaro una triplice sconfitta: sull’Isonzo, sull’Adige e sull’Adda (490 d.C.). Rifugiatosi a Ravenna, Odoacre oppose una strenua resistenza, ma infine, nel 493 d.C., fu sconfitto e ucciso a tradimento da Teodorico. Oltre ad essere il primo barbaro che s’incoronò re d’Italia, Odoacre è altresì il primo re d’Italia di cui sia sopravvissuto un atto ufficiale. In esso Odoacre riconosce al proprio comes domesticorum alcune proprietà in Sicilia e sull’isola di Meleda in Dalmazia. La donazione, datata 18 marzo 488, è conservata in parte presso la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III a Napoli e in parte presso la Biblioteca Nazionale Austriaca di Vienna.                

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