I cetrioli di mare

I cetrioli di mare, così chiamati a causa della morfologia del loro corpo, il quale, di forma cilindrica allungata e con bocca e ano collocati rispettivamente alle estremità opposte, li rende assai simili agli omonimi ortaggi, sono conosciuti in ambito scientifico col nome di “oloturie”. I cetrioli di mare si distinguono in primo luogo per le loro spiccate capacità rigenerative: essi infatti sono in grado di eviscerare, ovvero espellere al di fuori del corpo, alcuni organi vitali quali intestino, polmoni e gonade, con il fine di distrarre l’eventuale predatore e guadagnare il tempo necessario alla fuga.

Tali organi, una volta eviscerati, vengono poi quasi immediatamente rigenerati . I cetrioli di mare sono altresì in grado di emettere dalla cloaca dei lunghi, vischiosi filamenti di cui si servono a scopo difensivo. Tali filamenti infatti, denominati “tubi di Cuvier” sono in grado di intrappolare i predatori, agevolando la fuga dei cetrioli di mare. I cetrioli di mare sono infine creature bentoniche, il che vuol dire che essi vivono in genere poggiati sui o nei fondali marini. Per muoversi, essi strisciano lentamente tra le alghe, quasi fossero bruchi. I cetrioli di mare non sono tutti commestibili: l’unica specie che può essere consumata dall’uomo è quella che vive nelle acque dell’Oceano Pacifico e Indiano.   

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