La città per cui Demostene pronunciò tre orazioni

La città per cui Demostene pronunciò tre orazioni, al fine di esortare i greci ad inviare le truppe di supporto necessarie a sventare il tentativo di assedio della città stessa posto in esser da Filippo di Macedonia, fu la città di Olinto. Nel 349 a.C., Filippo II, sovrano di Macedonia, nell’ambito di un più vasto disegno di assoggettamento della Grecia, mise sotto assedio la piazzaforte di Olinto, alleata di Atene; Demostene, che già aveva composto la prima Filippica contro Filippo e il suo disegno egemonico,  tornò in azione, criticando ancora una volta l'inerzia dei propri connazionali, e tentò, con le tre orazioni "Olintiache", di esortarli ad inviare truppe a sostegno della città assediata. Coerentemente con quanto espresso nella prima Filippica, anche nelle tre orazioni per la città di Olinto, Demostene disegnò Filippo come un barbaro incivile e assetato di terre da conquistare e mettere a ferro e fuoco. Tuttavia anche in questo caso l’intervento di Demostene fu vano, poiché Olinto capitolò senza che Atene potesse intervenire. Infatti, quasi contemporaneamente all'assedio della città, gli ateniesi si trovarono impegnati in una guerra in Eubea per evitare che cadesse nelle mani degli alleati di Filippo II ma anche tale conflitto si concluse con una situazione di stallo non certo favorevole per Atene.

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