I dialoghi fra Platone il suo maestro

I dialoghi fra Platone il suo maestro, temporalmente risalenti all'età giovanile del filosofo e per questo noti anche come dialoghi giovanili, in contrapposizione ai dialoghi della maturità e della vecchiaia, sono generalmente indicati come dialoghi socratici. Tale etichetta, vistosamente riconducibile al nome di Socrate, si deve proprio alla centralità rivestita dalla figura del filosofo ateniese nei dialoghi in questione, i quali, del resto, si profilano spesso come dialoghi fra Platone stesso e il suo maestro. La serie dei dialoghi fra Platone e il suo maestro si apre nel 395 a.C. con l'Apologia di Socrate, seguita di lì a poco dal Critone. Obiettivo comune a tutti i dialoghi fra Platone e il suo maestro, è quello di riabilitare la figura di Socrate dalle accuse di empietà e corruzione dei giovani che, formulate al cospetto dell'Areopago, furono all'origine della sua condanna a morte. Stando al contenuto dei dialoghi giovanili, quel che più d'ogni altra cosa preme a Platone è difendere il suo maestro in quanto educatore. É per questa ragione che molti dei dialoghi in questione vertono sulla figura di Alcibiade e sul rapporto che questo intrattenne con Socrate, suo maestro. Secondo quanto sostenuto da Platone, l'abito comportamentale assunto dal leader ateniese, presunto artefice della mutilazione delle erme e poi traditore della patria, non può in alcun modo essere imputato al suo maestro, ma piuttosto ad una sua scarsa applicazione nello studio della filosofia. 

Cercato come:

dialoghi fra Platone il suo maestro

Categorie: