Il dibattito sull’esistenza dell’autore dell’Iliade

Il dibattito sull’esistenza dell’autore dell’Iliade, ossia quel confronto che interessa filologi e storici della lingua greca arcaica circa l'attendibilità della composizione dell'Iliade e dell'Odissea da parte di Omero, e sull'esistenza stessa di quest'ultimo, è il dibattito conosciuto come “Questione omerica”. Il dibattito ha origini molto antiche, perché già in età classica si discuteva sulla paternità dell'Odissea di Omero.

Negli ultimi secoli del medioevo, e nei primi del rinascimento, vi sarà uno sviluppo del dibattito sull’esistenza dell’autore dell’Iliade, ma si potrà parlare di questione omerica solo con Wolf e con la suddivisione degli studiosi in unitari ed analitici (i primi riconoscono Omero come autore di almeno uno dei poemi o entrambi; i secondi disconoscono completamente la paternità omerica dei poemi). Gli antichi non avevano dubbi sull'esistenza dell’autore dell’Iliade e dell’Odissea, col nome di Omero. Anche lo storico Erodoto sosteneva  l’esistenza dell’autore dell’Iliade, e scrisse che Omero avrebbe svolto la sua attività intorno all'850 a.C. A ogni modo, i critici Alessandrini furono i primi ad impostare criteri storici e filologici e ad identificare il poeta. G. Vico giunse, sull'esistenza di Omero, a una conclusione analoga a quella dei cosiddetti separatisti, sostenendo che i poemi erano una creazione collettiva, e che Omero rappresenta solo un’idea simbolica degli antichi uomini greci. Sul solco di Wolf si mosse la filologia ottocentesca in Germania. Dal tedesco Wolf, più tardi, derivò l'intera corrente di filologi, quella unitaria, che portò ad una vera e propria vivisezione dei due poemi con l'intento di individuare qualsiasi elemento che potesse avvalorare la tesi anti-separatista. Nel dibattito sull’esistenza dell’autore dell’Iliade si delineano perciò due strade diverse di pensiero che faranno da base agli studi omerici dell’'800 e '900. 

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