Le figure ritmiche del jazz

Le figure ritmiche del jazz, genere musicale sorto per opera degli schiavi afroamericani, i quali erano soliti improvvisare canti per alleviare la fatica del lavoro nelle piantagioni, sono le cosiddette sincopi. Pur non essendo le sole figure ritmiche del jazz, le sincopi costituiscono senz'altro gli elementi che, più d'ogni altro, caratterizzano questo noto genere musicale. Tecnicamente, tali figure ritmiche si ottengono o eliminando un accento là dove esso è previsto o, viceversa, aggiungendo un accento là dove esso non è previsto. In entrambi i casi, cioè sia che l'accento venga eliminato, sia che l'accento venga aggiunto, l'effetto prodotto risulta senz'altro spiazzante per l'ascoltatore. Stando alla normalità dei casi infatti, quest'ultimo certamente si aspetterà che l'accento sia posto sul primo battito di ogni misura (UNO, due, tre, quattro; UNO, due, tre, quattro etc.). Ebbene le tipiche figure ritmiche del jazz, al contrario, agiscono o annullando il primo elemento ritmico della misura, quello cioè su cui normalmente cade l'accento (…, due, tre, quattro; …, due, tre, quattro) o, viceversa, ponendo l'accento sull'elemento debole della misura, là dove cioè non dovrebbe cadere (uno, DUE, tre, QUATTRO; uno, DUE, tre, QUATTRO etc.). L'andamento del jazz è diffusamente segnato dalle figure ritmiche chiamate sincopi e pertanto, in riferimento al jazz, si parla in genere di procedimento o andamento sincopato. 

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