La frase latina tradotta in che tempi che costumi!

La frase latina tradotta in “che tempi, che costumi!”, divenuta ormai proverbiale, è una frase che Cicerone pronuncia nel quarto libro della sua seconda orazione contro Verre, in latino: “ O tempora o mores!”. Marco Tullio Cicerone è stato un famosissimo avvocato, politico, scrittore, oratore e filosofo romano. Nacque ad Arpino, nel Lazio, il 3 gennaio 106 a.C.  e morì a Formia il 7 dicembre 43 a.C. La frase latina tradotta in “che tempi, che costumi!” compare anche in un’altra famosa opera dell’oratore romano, la sua Prima Orazione contro Catilina. Cicerone tenne quattro discorsi tenuti da Cicerone contro Catilina, raccolti sotto il nome di Catilinarie, o Orationes in Catilinam. Le quattro orazioni furono proferite dopo la scoperta della congiura che faceva capo a Catilina. Nella sua orazione di apertura, Cicerone condanna la crudeltà e la corruzione diffuse ai suoi tempi. Cicerone è deluso dalla mancata esecuzione di Catilina, nonostante tutte le prove raccolte contro di lui, che provavano la sua cospirazione contro il governo di Roma e contro Cicerone stesso. L’oratore Cicerone continua la sua requisitoria narrando gli episodi della storia romana in cui persone portate sul banco degli imputati con prove meno decisive di quelle contro Catilina, erano state giustiziate. Cicerone fa l’esempio dell'ex console Lucio Opimio, che aveva assassinato Gaio Gracco sulla base di un semplice sospetto di insurrezione,"quasdam seditionum suspiciones”. La frase latina tradotta in “che tempi, che costumi!”, pronunciata dal celebre oratore è usata frequentemente, non soltanto in italiano, ma anche in altre lingue, per esprimere una critica alle abitudini e agli usi del tempo presente, in tono o sconsolato o beffardo.

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