I gladiatori che combattevano con una rete e un tridente

I gladiatori che combattevano con una rete e un tridente - così da assomigliare più a dei pescatori che a dei veri gladiatori, con i quali del resto non condividevano neppure l’uso della caratteristica spada corta, il gladius - sono i cosiddetti reziari. Pressoché privi di protezioni per il corpo se si eccettuano un parabraccio (manica) e una placca metallica posta a protezione della spalla sinistra (galerus), i reziari combattevano con una rete (retis, pl. retia, da cui il nome latino retiarii) e un tridente (fuscina).

Al tridente, i reziari univano talora un piccolo pugnale a lama larga (pugio) che portavano inserito nella cintura o stretto nella mano sinistra. Di queste armi, la rete costituiva senz’altro la più importante: con un diametro di circa tre metri e con dei pesi applicati alle estremità, essa era funzionale ad intrappolare l’avversario. Facilmente identificabili in virtù dell’equipaggiamento descritto – una rete e un tridente – i reziari combattevano senza elmo, senza scudo e senza schinieri. Dotati di un’armatura tanto essenziale quanto poco ingombrante, tale da garantirgli un’agilità di gran lunga superiore a quella degli altri gladiatori, i reziari si confrontavano di norma con i secutores, gladiatori pesantemente armati ma, proprio per questo, dalla mobilità assai limitata. 

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