Le guerre che Roma combatté contro gli schiavi ribelli

Le guerre che Roma combatté contro gli schiavi ribelli – vale a dire quelle guerre che la Repubblica di Roma fu impegnata a sostenere tra il 136 e il 71 a.C. nel tentativo di domare una lunga serie di sollevazioni di schiavi in numerose città d’Italia – vanno tradizionalmente sotto la comune etichetta di ‘guerre servili’. Delle numerose guerre che Roma combatté contro gli schiavi ribelli, tre in particolare richiesero un tale dispendio di forze da lasciare una traccia indelebile nella memoria storica di Roma antica. La prima di queste guerre scaturì da una rivolta di schiavi ribelli capeggiata dal siriaco Euno – in seguito proclamato re col nome di Antioco – e si svolse in Sicilia tra il 136 e il 132 a.C. La seconda di queste guerre scaturì da una rivolta di schiavi ribelli capeggiata da Atenione e Trifone e si svolse anch’essa in Sicilia tra il 104 e il 100 a.C. La terza delle guerre che Roma combatté contro gli schiavi ribelli scaturì infine da una rivolta capeggiata dal gladiatore trace Spartaco. I motivi che animarono gli schiavi ribelli sono da ricercarsi nelle disumane condizioni di lavoro cui essi erano costretti ad operare nelle grandi tenute fondiarie della Sicilia e dell’Italia meridionale. Scoppiata a Capua nel 73 a.C., la terza delle guerre che Roma combatté contro gli schiavi ribelli si estese progressivamente all’intera penisola italica, protraendosi sino al 71 a.C., anno in cui gli schiavi ribelli furono duramente ricondotti all’obbedienza.  

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