Il musicista che perfezionò il melodramma italiano

Il musicista che perfezionò il melodramma italiano, o, a meglio dire, il poeta e librettista ecclesiastico italiano che, durante il Diciottesimo secolo, riformò il genere del melodramma italiano per mezzo delle sue stesse opere, è Pietro Metastasio. Egli, all’anagrafe Pietro Trapassi, nato nel 1698 a Roma, e morto a Vienna nel 1782, entrò a far parte dell’Accademia di poesia dell’Arcadia dopo essere stato avviato alla scrittura poetica da Gian Vincenzo Gravina, uno dei fondatori della stessa Accademia. Il musicista che perfezionò il melodramma italiano divenne senza dubbio l’autore più importante dell’Arcadia; oltre a ciò, la sua notorietà (soprattutto in Europa) è connessa al suo contributo al melodramma.

Egli scrisse infatti per mezzo delle quali perfezionò tale genere di opere teatrali. Nel 1730 si reca a Vienna, dove riceve l’ufficio di «poeta cesareo», cioè poeta ufficiale della corte imperiale, succedendo ad Apostolo Zeno. Il musicista italiano svolse quest’incarico fino alla morte, cioè per cinquantadue anni. La riforma del melodramma di Metastasio prosegue l’opera di Zeno, e vuole riconsegnare dignità artistica al melodramma italiano, che aveva enorme successo tra il pubblico borghese e aristocratico ma più era screditato presso gli intellettuali, alcuni dei quali avevano classificato il melodramma come un genere ibrido, in cui diventava sempre più ingombrante il ruolo della musica e sempre più invadente l’esigenza scenica e spettacolare. Il musicista e librettista italiano perfezionò il melodramma, con il ripristino dell’importanza e della dignità del testo melodrammatico rispetto alla musica.

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