L’imperatore romano del 276

L’imperatore romano del 276, che salì a reggere l’Impero romano dopo che nel giugno di quell'anno fu assassinato a Tyana l'imperatore Marco Claudio Tacito, fu Floriano. L’imperatore romano del 276 era probabilmente il fratellastro dell’imperatore Tacito, che lo aveva nominato Prefetto del pretorio, e che lo aveva portato con sé in Oriente per combattere contro i Goti.

In quell'epoca i Goti avevano invaso la penisola d’Asia Minore dal mar Nero fino alla Cilicias. Floriano, il nome completo del quale era Marcus Annius Florianus, salì a reggere l’Impero romano dopo l’assassinio di Tacito a Tyana, un'antica città dell'attuale Anatolia, nella zona centro-meridionale della Turchia. Prima di essere ucciso Tacito, in seguito alla vittoria sui Goti, intendeva lasciare il controllo delle operazioni a Floriano, una volta tornato in Occidente. Floriano si proclamò imperatore romano, senza chiedere l’approvazione del Senato, ottenendo tuttavia il riconoscimento in Asia Minore e in Occidente, come dimostrano le monete con il suo nome coniate dalle zecche occidentali. Subito dopo gli si oppose Marco Aurelio Probo, al comando degli eserciti della Siria e dell’Egitto. A questo punto Floriano, convinto dalla superiorità numerica del suo esercito, rinunciò all’inseguimento verso nord degli Eruli e si diresse verso la Cilicia per affrontare Probo. L’imperatore romano del 276, Floriano, fu assassinato prima della battaglia dai suoi stessi soldati, sobillati probabilmente da Probo, nel mese di agosto del 276, a Tarso, in Turchia, prima del scontro dei due eserciti. L’imperatore aveva regnato soltanto 88 giorni e dopo la sua morte ottenne la divinizzazione. L'imperatore romano del 276 è ricordato nelle monete coniate durante il suo regno soprattutto per il suo coraggio militare, mostrato quando combatteva al fianco dell’imperatore Tacito.

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