L'arte di predire osservando i fenomeni atmosferici

L'arte di predire osservando i fenomeni atmosferici, che si dice fu praticata dallo stesso Romolo subito prima di accettare l'incoronazione a re propostagli dal popolo, è propriamente indicata come aeromanzia o aerimanzia. L'etimologia del termine deriva dal greco e precisamente da aero, “aria”, e manteia, “divinazione”. Praticata dai popoli Indù, dagli Etruschi e dai Babilonesi, l'arte di predire osservando i fenomeni atmosferici include al suo interno una pluralità di varianti, tra cui l'arte di predire osservando i tuoni e i fulmini, detta brontomanzia, ma anche il vento (anemoscopia), la pioggia (brocomanzia), le nuvole (nefomanzia) etc. L'arte di predire osservando i fenomeni atmosferici trae origine dalla credenza per cui le divinità ricorrevano ai fenomeni atmosferici per esprimere sia la gioia che l'ira verso coloro che li adoravano. Per questo motivo l'aeromanzia, nelle sue molteplici varianti, presenta collegamenti diretti con il sistema delle divinità adorate dai popoli che la praticavano. Per esempio l'arte di predire osservando i fenomeni che accompagnano i tuoni e i fulmini era generalmente legata a Tinia, il dio etrusco dei fulmini, e ad Adad, il dio babilonese del tuono e del lampo. Quanto infine alla figura preposta all'arte di predire osservando i fenomeni atmosferici, essa è chiamata aeromante o aerimante.      

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