L'ossido di piombo usato come pigmento pittorico

L'ossido di piombo usato come pigmento pittorico fin dai tempi degli antichi Egizi e poi per tutto il periodo classico fino al Medioevo, è costituito da una polvere di colore da giallo a rosso-aranciato dall'elevato potere coprente che viene generalmente indicata con il nome di litargirio, dal greco litharguros, composto di lithos, “pietra”, e arguros, “argento”. Occore segnalare tuttavia che litargirio non è l'unica denominazione dell'ossido di piombo. Come pigmento pittorico infatti, l'ossido di piombo è conosciuto anche con altri nomi, quali spuma argenti, giallo ossido di piombo e giallo di piombo. Largamente usato come pigmento pittorico fin dai tempi più remoti, il litargirio continuò ad essere usato, seppur più sporadicamente, anche dopo il Medioevo, soprattutto nelle tecniche a tempera e ad olio. Alcuni sostengono per esempio che il pittore fiammingo Pieter Paul Rubens si servisse dell'ossido di piombo come siccativo, aggiungendolo pertanto ai suoi olii. Che tale informazione sia più o meno attendibile, sembra comunque accertato che in passato l'ossido di piombo fosse normalmente usato in ambito pittorico, soprattutto per ispessire e per rendere essiccanti gli olii. É infine opinione comune che l'ossido di piombo costituisca un pigmento pittorico ben poco adatto alla tecnica dell'encausto, come pure a quella dell'affresco.   

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