Il laico che vive in convento senza aver preso i voti

Il laico che vive in convento senza avere preso i voti, ossia senza aver aderito integralmente ad un ordine monastico, viene designato con un vocabolo derivato dal latino, il cui significato è “offerto” - nel senso di dedicato al Signore - e vale a dire “oblato”. La figura del laico che vive in convento senza avere preso i voti è presente un po’ in tutto il monachesimo cristiano, sia cattolico, che ortodosso, che anglicano. In origine il termine “oblatus” indicava i minori destinati alla vita religiosa dai genitori, ed erano considerati monaci a tutti gli effetti, sino a quando il Concilio di Toledo del 656 d.C. rese illegale l’accettazione in convento di bambini che non avessero almeno dieci anni, e che non fossero di fatto liberi di scegliere volontariamente se dedicarsi alla vita religiosa. Nei secoli successivi il termine fu utilizzato per indicare diverse figure di laici che, per vari motivi, decidevano di vivere nei conventi e di seguire le regole religiose senza però prendere i voti. È così che, nel corso del tempo, la figura dell’oblato si è andata definendo in chiave tecnica come “membro laico che vive in convento senza aver pronunciato i voti, bensì avendo pronunciato promessa ufficiale di seguire tutte le regole dell’Ordine nella sua vita privata”. La promessa pronunciata dall’oblato poteva, nei differenti ordini religiosi, essere perpetua, oppure rinnovabile di anno in anno. L’oblato, quindi, diveniva parte effettiva di uno specifico Ordine religioso, di cui seguiva tutte le regole. Attualmente, in molte comunità benedettine sono presenti oblati, che vengono accolti nella comunità spirituale dopo un percorso di ricerca e dopo la cerimonia di Oblazione, durante la quale formulano la solenne promessa di vivere secondo la Regola di San Benedetto, nelle specifiche modalità del monastero di riferimento, pur mantenendo nella vita secolare i propri impegni familiari e lavorativi. Questo tipo di oblati “esterni” vivono, prevalentemente, all’esterno del monastero, e possono essere regolarmente sposati. Nel caso, invece, decidano di vivere il loro impegno religioso all’interno del monastero, vengono accolti come oblati “conventuali”. Anche persone che non professano la fede cattolica possono fare questa scelta di vita e, da laici, vivere in un convento senza aver preso i voti.

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