Lo scultore fiorentino che con un pugno ruppe il naso a Michelangelo

Lo scultore fiorentino che, con un pugno, ruppe il naso a Michelangelo, e che pagò molto caro il suo gesto di collera in quanto fu costretto ad un esilio da Firenze che oscurò quasi completamente la sua fama di artista in Italia, è Pietro Torrigiani. Egli, scultore e medaglista, nacque a Firenze nel 1472, e in seguito si formò alla scuola fiorentina di Bertoldo di Giovanni, dopo di che frequentò costantemente la corte di Lorenzo il Magnifico. Fu uno scultore di grande talento, ma resta noto ai più a causa del suo carattere rissoso e violento, che lo portò a rompere il naso al rivale Michelangelo con un pugno. Vasari, nelle Vite, racconta infatti che una volta, mentre lo scultore fiorentino si esercitava a riprodurre delle statue, Michelangelo tentò di imitarlo, e realizzò una splendida testa di fauno. In tal modo questi divenne il prediletto di Lorenzo il Magnifico. Poco tempo dopo il Torrigiano, che era stato messo da parte, rispose ad una critica di Michelangelo nei suoi confronti, mentre assieme copiavano gli affreschi di Masaccio nella cappella Brancacci, con un pugno che ruppe il naso di Michelangelo e lo deformò per sempre. Torrigiani fu infatti segnato da quel pugno: Lorenzo il Magnifico lo esiliò, e la reale grandezza dello scultore si disperse tra l'Inghilterra e la Spagna, dove morì in carcere a Siviglia, perché aveva sfregiato un Cristo da lui stesso modellato; questa azione, che in realtà era una protesta contro le delazioni del suo compenso da parte del committente, fu intesa come un'azione sacrilega.

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