La membrana che era usata per realizzare messali e antifonari

La membrana che era usata per realizzare messali e antifonari – libri liturgici contenenti rispettivamente i testi delle letture e delle preghiere per la celebrazione della messa e le parti cantate della liturgia – è la cartapecora o cartapecudina, nota ai più con il nome di pergamena. La cartapecora, che era usata come materiale scrittorio in generale ed in particolare per realizzare messali e antifonari, veniva ricavata a partire dalla pelle animale, soprattutto pecora, capra o vitello. Del resto, la derivazione animale di questa comune membrana che era assiduamente usata per scrivere e realizzare libri fra cui messali e antifonari, è già implicita nel nome stesso di cartapecora. Quanto invece al nome di pergamena, esso sembrerebbe riconducibile a quello della città di Pergamo, in Asia minore, là dove, secondo quanto riferito da Plinio, essa avrebbe cominciato ad affermarsi nel II secolo a.C., rimpiazzando definitivamente il papiro. Largamente usata tra il V e il XIV secolo, in età medievale la cartapecora raggiunse il culmine della sua diffusione, giacché prese ad essere usata per realizzare diversi tipi di testi sacri, specialmente messali e antifonari. Occorre tuttavia specificare che, per quanto numericamente maggioritari, messali e antifonari non costituirono gli unici tipi di testi sacri realizzati con questa membrana, la quale era usata altresì per realizzare Bibbie, agiografie, trattati teologici e Vangeli. La cartapecora cessò di essere usata intorno al XIV secolo, allorquando fu definitivamente soppiantata dalla carta. 

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