La Mila dannunziana

La Mila dannunziana, protagonista insieme ad Aligi de La figlia di Iorio, tragedia in tre atti composta nel 1903 e messa in scena per la prima volta il 2 marzo 1904 presso il Teatro Lirico di Milano dalla compagnia di Virgilio Talli, è Mila di Codra. Presentata dall'autore come “putta di fienile e di stabbio” e sospettata di stregoneria al pari del padre Iorio, la Mila dannunziana fa la sua prima comparsa durante i preparativi del matrimonio del pastore Aligi, prossimo alle nozze con la giovane Vienda di Giave. Importunata da una banda di ubriachi, la Mila dannunziana irrompe in casa di Aligi chiedendo riparo. Deciso a scacciare la fanciulla, Aligi viene d'un tratto spinto a soccorrerla dalla visione del pianto dell'angelo scolpito nel camino della stanza. Malgrado il matrimonio tra Aligi e Vienda venga celebrato, il pastore finirà ugualmente a vivere insieme con Mila in una grotta sulla montagna abruzzese. La durata dell'idillio tuttavia è assai breve. Un giorno infatti, presso la grotta dei due amanti, giunge Lazaro di Roio, padre di Aligi, il quale, nel tentativo di violentare Mila, muore per mano del figlio. É a quel punto che la Mila dannunziana, assumendo i tratti della vittima volontaria, dichiara di aver conquistato l'amore di Aligi con la stregoneria. Mentre dunque Aligi viene assolto dall'accusa di parricidio, sfuggendo alla pena di morte, la Mila dannunziana dal canto suo è condotta al rogo per essere bruciata come strega. 

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