Il non convenzionale protagonista di certi romanzi

Il non convenzionale protagonista di certi romanzi, o di spettacoli teatrali o cinematografici, che non possiede le tipiche caratteristiche dell'eroe, viene definito antieroe. L'antieroe è il protagonista o co-protagonista non convenzionale perchè osservato in un'ottica realista e privo delle qualità e delle caratteristiche abitualmente attribuite agli eroi. L'eroe possiede qualità diverse e superiori a quelle degli uomini comuni, mentre l'antieroe, addirittura, possiede tratti peggiori di quelli dell'uomo comune e marcatamente negativi. A volte il termine antieroe viene usato per definire l'eroe imperfetto e fragile secondo la tradizione letteraria che fa capo alla poetica dell'inglese Byron. Il non convenzionale protagonista di certi romanzi, però, nonostante le valenze negative, suscita spesso nei lettori una forte empatia e immedesimazione. A partire dall'Ottocento i romanzi hanno narrato le storie di  popolarissimi antieroi, come i protagonisti dei romanzi di Dostoevskij, dal “Giocatore”, ai fratelli Karamazov, o l'emblematico Julien Sorel di Stendhal. L'antieroe, il non convenzionale protagonista di certi romanzi, nonostante sia caratterizzato da tratti negativi, non viene ad assumere mai il ruolo di personaggio completamente malvagio, spesso anzi, nella letteratura della seconda metà del Novecento l'antieroe è portatore di valori alternativi o rivoluzionari, rispetto a quelli di una società tradizionale ormai in crisi. Nella letteratura del secolo XXI sono presenti indimenticabili protagonisti, non convenzionali, di certi romanzi come K di Kafka, i protagonisti delle opere di Italo Svevo, o il drammatico antieroe de “Lo straniero”, di Albert Camus. Un personaggio anaffettivo, insensibile, che arriva ad uccidere, e a farsi giustiziare, senza provare emozioni e senza capire perché.

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