Ognuna delle foglioline che formano il calice dei fiori

Ognuna delle foglioline che formano il calice dei fiori – solitamente di colore verde, con caratteristiche per molti versi paragonabili a quelle di una comune foglia, tanto da poter essere classificata come una sorta di ‘foglia modificata’ – è detta sepalo, dal latino scientifico sepalum, composto derivato dall’unione dei vocaboli separ(are), ‘separare’, e (pet)alum, ‘petalo’. I sepali formano il calice dei fiori – che sarebbe uno dei verticilli sterili dei fiori – e svolgono una funzione di protezione nei confronti del bocciolo. Insieme con i petali, le foglioline che formano il calice costituiscono a loro volta il perianzio dei fiori, noto nella forma più arcaica come perianto o boccia, dal greco perianthos, composto derivato dall’unione del prefisso peri-, ‘intorno’, e anthos, ‘fiore’. In alcuni casi i sepali appaiono difficilmente distinguibili dai petali: in questi casi non si parla di sepali e di petali, ma in generale di tepali, a sottolineare l’affinità morfologica e funzionale. Un caso esemplare a tal proposito è offerto dal fiore del giglio, dove, perlomeno ad una prima occhiata, pare impossibile individuare la presenza dei sepali, poiché ognuna delle foglioline che formano il calice del fiore e ognuna delle foglioline che formano la corolla del fiore presenta il medesimo aspetto di petalo. A ben vedere però, anche nel fiore del giglio è presente un verticillo inferiore formato da tre sepali e un verticillo superiore formato da tre petali. L’insieme dei tepali è designato col nome di perigonio, classificabile come una particolare tipologia di perianzio.    

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