Una pianta palustre a fiori gialli

Una pianta palustre a fiori gialli, la cui struttura primitiva – caratterizzata da una serie di stami disposti a spirale in modo tale da favorire al massimo grado la fecondazione e la conservazione della specie – ne suggerisce un’origine molto antica, è la cosiddetta Calta. Il genere di quest’antica pianta palustre a fiori gialli, che è a sua volta riconducibile alla famiglia delle Ranunculaceae, include circa dieci specie la cui distribuzione investe quasi esclusivamente l’emisfero boreale.

La denominazione tradizionalmente assegnata a quest’appariscente pianta palustre a fiori gialli si fa risalire all’alterazione di una parola greca – Kalathos o Kalazos – che, traducibile in italiano come “corbello, paniere, coppa ecc.”, potrebbe alludere alla forma ricurva dei fiori. Trattandosi di una pianta igrofila, amante cioè degli ambienti umidi e inondati, si ha che spesso essa è designata come Calta palustre. Facilmente riconoscibile in quanto caratterizzata da fiori gialli e foglie grandi e rotondeggianti, la Calta è di norma bandita dalla cucina perché ricca di sostanze tossiche tali da dare luogo a dermatiti allergiche. Tuttavia i suoi fiori gialli vengono usati nelle industrie per ricavare dei coloranti, mentre le sue foglie, una volta essiccate, vengono impiegate in farmacia per fare cataplasmi. Questa pianta palustre è altresì utilizzata in medicina omeopatica.

 

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