Un poema didascalico in esametri di Virgilio

Un poema didascalico in esametri di Virgilio – illustre poeta latino già autore delle Bucoliche nonché futuro creatore del maggiore poema nazionale di Roma, l’Eneide – è dato dalle Georgiche. Composte tra il 36 e il 29 a.C. – nel periodo relativo al trionfo di Ottaviano e all’ingresso di Virgilio nel circolo di Mecenate – le Georgiche sono un poema didascalico sul tema della coltivazione dei campi: del resto il vocabolo latino georgicus deriva dal greco gheorghikós, che in italiano significa ‘agricoltura’. Sebbene formalmente appartenente al genere didascalico, il poema di Virgilio non intende illustrare il lavoro dei campi né fornire suggerimenti di carattere pratico sull’agricoltura, ma si propone piuttosto come una delle più appassionate lodi della vita dei campi, indicata dall’autore come modello indiscusso di onestà e di integrità morale. Scritto in esametri, il poema è suddiviso in quattro libri, per un totale di circa 2000 versi. Il primo libro, vistosamente ispirato a Le Opere e i Giorni di Esiodo, include la dedica a colui che del poema di Virgilio fu ispiratore e suggeritore – Mecenate – ed è dedicato al lavoro dei campi. Il secondo libro è dedicato alla coltivazione delle piante, con particolare riferimento alla vite e all’ulivo. L’allevamento è invece al centro del terzo e del quarto libro del poema, dedicati rispettivamente all’allevamento del bestiame ‘nobile’ (bovini ed equini) e a quello del bestiame ‘minuto’ (le api). Ciascuno dei libri si apre con un prologo e si chiude con una favola mitologica. 

 

 

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