Un poeta latino di Antiochia

Un poeta latino di Antiochia, una città della Tuchia, che sorge sulle coste della Turchia nei pressi della foce del fiume Oronte, che fu una delle più importanti città del mondo antico, fu Publilio Siro. Publilio Siro nacque intorno il 100 a.C. ad Antiochia, che all’epoca era definita Antiochia di Siria.  Fu condotto a Roma come schiavo, ma successivamente fu liberato dal suo patrono, di cui non conosciamo il nome. Lo schiavo di Antiochia si perfezionò nell’arte teatrale e nella poesia un poeta latino fra i più popolari del suo tempo. Lo scrittore Macrobio riporta la notizia che Publilio Siro, nel 46 o nel 45 a.C., partecipò alle celebrazioni della vittorio di Giulio Cesare  su Giuba, l’ultimo re della Numidia unita. Macrobio riferisce della vittoria di Publilio Siro contro il rivale Laberio, ottenuta probabilmente per i favori di Cesare. Publilio Siro raccolse in un libro, le Sententiae, circa settecento aforismi, tratti dalle sue rappresentazioni teatrali. Il poeta latino di Antiochia scrisse anche due opere di cui ci rimangono soltanto i titoli e quattro versi, Murmurco, Il brontolone, e  Potatores, I beoni. Le massime scritte dal poeta latino ottennero l’ammirazione di Seneca e di Aulo Gellio e sono spesso citate ancora oggi. Fra i più celebri aforismi di Publilio Siro ricordiamo: Un animo onesto non si adegua a chi sbaglia. L'unione, anche di persone deboli, fa la forza. Essere innamorati e avere senno è concesso a malapena agli dei. Una buona reputazione ha più valore del denaro. Molti dei suoi aforismi sono divenuti proverbiali e hanno dato una fama immortale al poeta latino di Antiochia. 

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