La polveriera delle navi

La polveriera delle navi, cioè il locale o l'insieme di locali predisposti alla conservazione, sulle navi, del materiale esplosivo, è chiamato comunemente Santa Barbara. Dopo l'invenzione della polvere da sparo, sulle navi iniziarono ad essere utilizzate armi ed esplosivi pericolosi, che esponevano i marinai e i militari al rischio di incontrollabili deflagrazioni. Per questo si sentì la necessità di creare una struttura che avesse particolari requisiti di sicurezza. Poiché tale struttura era adibita principalmente a locale dove custodire le polveri da sparo venne chiamata polveriera. Nella polveriera delle navi era comunente appesa un'immagine di Santa Barbara. Santa Barbara era la santa che proteggeva dal pericolo del fuoco e della morte violenta e improvvisa. Era quindi la santa protettrice degli artificieri, che erano esposti al rischio di una morte istantanea. Per questo la polveriera delle navi iniziò anche ad essere chiamata Santa Barbara, per assicurare la protezione della santa nel punto della nave più pericoloso ed esposto al rischio di una devastante esplosione. La polveriera delle navi è generalmente collocata nella parte dello scafo meno vulnerabile. É prassi comune che i diversi depositi di materiale bellico pericoloso siano dislocati in camere diverse. I proiettili sono immagazzinati nel locale situato più in basso, le munizioni di grosso calibro in particolari ambienti a pozzo fatti di lamiere componibili, in modo da resistere ai movimenti della nave. Le cariche, invece sono conservate in appositi scaffali mentre i bossoli e le cassette con le cartucce sono stoccate in scaffalature dalla tipica forma simile a un'aveare. Ogni scaffale è dotato di cartellini ben visibili che descrivono gli oggetti lì contenuti. La polveriera della nave, continuando l'antica tradizione marinara, viene chiamata ancora oggi  Santa Barbara.

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