Dei preziosi libri antichi

Dei preziosi libri antichi, stampati a partire dal secolo XVI, vale a dire quando la stampa a caratteri mobili, introdotta dal tedesco Johannes Gutenberg nel 1455, raggiunse l'apice della sua diffusione, sono i libri comunemente noti come cinquecentine. Tale denominazione è impiegata in riferimento specifico ai libri stampati dopo il 1520, giacché invece, i libri ancora più antichi, stampati cioè prima di quella data, vengono detti incunaboli o, in alternativa, quattrocentine. Nel XVI secolo, la città in cui furono stampati la maggior parte di questi preziosi libri antichi fu Venezia. A favorire lo sviluppo della stampa veneziana furono in particolare la presenza di capitali e la disponibilità di materie prime, prima fra tutte la carta. L'elevato livello culturale dei committenti e le ampie libertà civili garantite dall'ambiente della repubblica, giocarono un ruolo altrettanto decisivo ai fini di questo straordinario sviluppo. A Venezia, dove furono stampati alcuni fra i più preziosi libri antichi di cui oggi disponiamo, giunsero stampatori provenienti non soltanto da ogni parte d'Italia, ma perfino da ogni parte d'Europa, come nel caso del francese Nicolas Jenson. Una menzione speciale spetta infine ad Aldo Manuzio cui, fra le altre cose, si deve l'invenzione del cosiddetto corsivo aldino che, adottato per la prima volta nel 1501 per l'edizione delle Bucoliche di Virgilio, divenne il modello per la maggior parte degli stili di corsivo.      

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