Il re che accettò che la moglie Alcesti morisse in sua vece

Il re che accettò che la moglie Alcesti morisse in sua vece in base ad un patto stretto con le Moire – le dee del destino nella mitologia greca – è Admeto, re di Fere, in Tessaglia. Noto soprattutto per la sua ospitalità e per il suo senso di giustizia, Admeto seppe guadagnarsi la fiducia e la stima del dio Apollo quando quest’ultimo, a seguito dell’uccisione dei Ciclopi, fu condannato a trascorrere nove anni presso la dimora reale in veste di suo umile servitore. Admeto infatti riservò al dio un trattamento tanto benevolo, che in più di un’occasione Apollo si mostrò pronto a prestargli il proprio aiuto. Il più grande aiuto prestato da Apollo ad Admeto fu quello di intercedere presso le Moire al fine di ritardare il giorno della sua morte. Tuttavia il rinvio, ottenuto da Apollo dopo aver fatto ubriacare le Moire, fu concesso ad una sola condizione: che Admeto trovasse qualcuno che morisse in sua vece nel giorno prestabilito. Dopo che gli anziani genitori ebbero respinto la proposta di Admeto, la moglie Alcesti decise di sacrificarsi. In un primo momento Admeto accettò che la moglie Alcesti morisse in sua vece e dunque acconsentì che Tantalo, dio della morte, venisse a rapirla. Mentre però Alcesti veniva condotta negli Inferi, Admeto scoprì di non voler più vivere. Fu infine Eracle a risolvere la situazione: disceso negli Inferi, egli lottò contro Tanato fin quando questo non accettò che la moglie di Admeto, Alcesti, tornasse tra i mortali.

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