I soldati greci con uno scudo di legno e di cuoio

I soldati greci con uno scudo di legno e di cuoio derivano il loro nome proprio dal nome con cui veniva designato, nell’antica Grecia, lo scudo ellittico troncato in alto con uno o due incavi nella parte superiore: la pelta, uno scudo comodo e leggero, in quanto costituito di un’anima di legno o di graticcio di vimini, e di un rivestimento di cuoio. Dal nome “pelta”, i Greci designarono “peltasti” i portatori di questo particolare scudo di legno e cuoio, quintessenza dell’armamento alla leggera, che i Greci derivarono dai Traci dagli altri barbari del settentrione.

Le prime attestazioni di soldati armati con uno scudo di legno e cuoio in ambito greco risalgono ai tempi delle guerre del Peloponneso: soldati Traci armati di pelta sono infatti ricordati da Tucidide tra le fila degli eserciti degli Ateniesi, degli Spartani e dei Beoti; inoltre, si sa per certo che, dalla Grecia settentrionale e da regioni barbare, reclutarono peltasti anche Ciro minore ed Agesilao. Tuttavia il primo grande stratega militare greco a comprendere gli enormi vantaggi che si potevano trarre dall’impiego sistematico di truppe armate alla leggera o da un alleggerimento mirato dell'armatura degli opliti, fu il "condottiero" Ificrate, che armò sul modello dei peltasti barbari i suoi mercenari. I peltasti d'Ificrate furono soldati adatti a combattere e in ordine chiuso e in ordine sparso, e con essi egli riportò successi clamorosi, come l'annientamento di una mora di opliti spartani a Lecheo nel 390. Soldati con uno scudo di legno e di cuoio vengono spesso ricordati negli eserciti dell'età ellenistica; combattevano alle volte in ordine chiuso sui fianchi della falange, più spesso in ordine sparso o in piccole schiere distanziate fra le quali prendevano posto frombolieri, arcieri e cavalleria leggera.

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