Uno strumento elettronico degli Anni ‘70

Uno strumento elettronico degli Anni ’70, ma impiegato per la prima volta già nel decennio precedente dalla band di rock psichedelico Lothar and the Hand People, è il cosiddetto moog. Lo strumento deriva il proprio nome da quello dell’ingegnere che lo ideò nel 1965, Robert Arthur ‘Bob’ Moog. Diversamente dagli altri sintetizzatori prodotti tra gli Anni ’60 e ’70, il moog presentava una struttura bipartita, composta da una tastiera di pianoforte nella parte bassa e da una serie di moduli montati su un telaio nella parte alta. Ciascuno di questi moduli consentiva di eseguire una funzione diversa, rendendo il moog lo strumento elettronico più versatile tra quelli in circolazione negli Anni ’70. Per questa ragione moltissime band scelsero di adottare il moog per le proprie sperimentazioni musicali: oltre ai già citati Lothar and the Hand People – veri pionieri di questo popolare strumento elettronico – si ricordino anche i Tangerine Dream, i Rolling Stones e gli stessi Beatles. Fra i vari modelli di moog presenti in commercio negli Anni ‘70, quello che conobbe il successo maggiore fu senz’altro il mini-moog. Si tratta di uno strumento elettronico in tutto simile al modello classico, ma molto meno ingombrante e di gran lunga più facile da programmare. Occorre infine ricordare che il mini-moog fu il primo strumento elettronico di prezzo accessibile.    

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