Lo studio del comportamento dell’elettorato

Lo studio del comportamento dell’elettorato è definito con un vocabolo coniato dallo studioso Ronald McCallum nel 1952, e derivato dal greco: psefologia. Tale vocabolo risulta dalla composizione di due parole greche: psephos, che significa “ciottolo”, e logos, che significa “studio”; la composizione delle due parole forma il nome “psefologia” e tale nome definisce l’intera branca delle scienze politiche che analizza i comportamenti elettorali. Il ciottolo da cui questa scienza prende il nome, è quello che i Greci utilizzavano nelle assemblee pubbliche per prendere le decisioni, a scrutinio segreto, deponendo in urne di creta ciottoli bianchi per il sì, e neri per il no. La psefologia studia il comportamento dell’elettorato a partire dall’analisi della composizione socio-culturale degli aventi diritto al voto. Specialmente agli albori di questa disciplina, infatti, i fattori etnici o religiosi venivano considerati determinanti per le scelte compiute dagli elettori, come si evince dagli studi di Lazarsfeld o Berelson, datati agli anni Quaranta e Cinquanta. In seguito l’analisi del comportamento dell’elettorato evidenziò un cambiamento dovuto alla forte spinta ideologica che attraversava il mondo Occidentale. In questa fase i diversi partiti politici assunsero un ruolo determinante nell’indirizzare e guidare le scelte degli elettori. A partire dalla fine degli anni Settanta del secolo scorso, c’è stato un ulteriore cambiamento, dovuto a una molteplicità di complessi fenomeni. Sono subentrati infatti mutamenti strutturali della società Occidentale, che hanno attraversato vari aspetti, dalla fine della divisione nei blocchi Est-Ovest, allo sviluppo tecnologico dovuto all’avvento e alla diffusione capillare delle tecnologie informatiche. Questi fenomeni hanno portato alla perdita di influenza dei partiti sulla vita degli individui, e quindi all’espansione della personalizzazione delle scelte elettorali. Lo studio del comportamento dell’elettorato ha evidenziato, ad esempio, la sempre maggior influenza che la televisione prima, e i social media poi, hanno avuto nel determinare gli esiti delle votazioni. Per seguire questi rapidi e continui cambiamenti, gli studiosi del comportamento dell’elettorato utilizzano numerosi parametri statistici, dalle analisi storiche dei dati di voto delle diverse circoscrizioni, ai tracciati dei finanziamenti di supporto delle campagne dei diversi candidati, specialmente negli Stati Uniti, ai sondaggi fra la popolazione. 

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