Lo studio delle tachicardie

Lo studio delle tachicardie, ovvero delle accelerazioni del battito cardiaco, con pulsazioni che, in un adulto a riposo, superano il valore di 100 battiti al minuto, è propriamente indicata come aritmologia. Occorre tuttavia precisare che lo stesso termine può altresì essere impiegato per definire lo studio delle bradicardie, le quali si verificano quando le pulsazioni cardiache sono inferiori ai 60 battiti al minuto. Profilandosi pertanto come lo studio delle tachicardie e delle bradicardie, l’aritmologia può essere indicata, in linea più generale, come lo studio delle aritmie, ovvero di tutte quelle condizioni in cui il ritmo del battito cardiaco risulta anormale, troppo veloce (come nel caso delle tachicardie) o troppo lento (come nel caso delle bradicardie). Per un aritmologo lo studio delle tachicardie e delle bradicardie non vuol essere fine a sé stesso, ma piuttosto funzionale alla risoluzione delle patologie relative al ritmo cardiaco. Le due principali procedure poste in atto dalla moderna aritmologia al fine di risolvere le turbe del ritmo riguardano l’impianto sottocutaneo di dispositivi elettronici (Pacemaker, ICD, Loop Recorder) o, in alternativa, l’ablazione, ovvero la bruciatura di piccole porzioni di cuore in grado di dar luogo ad aritmie, sia ipercinetiche (cuore troppo veloce) sia ipocinetiche (cuore troppo lento). 

Cercato come:

Lo studio delle tachicardie

Categorie: