Le tipiche cavità imbutiformi del Carso

Le tipiche cavità imbutiformi del Carso, l’altopiano roccioso calcareo che si estende tra il nord-est dell'Italia, la Slovenia e la Croazia, sono chiamate foibe. Le tipiche cavità imbutiformi del Carso sono chiamate foibe, dal latino fovea, cavità, imbuto. Le foibe sono inghiottitoi naturali diffusi in tutta l’area carsica. Durante la Seconda guerra mondiale e nel dopoguerra le foibe vennero usate come cimitero per gli oppositori del regime fascista, e successivamente per occultare i corpi delle vittime di rappresaglie post-belliche. Le tipiche cavità imbutiformi del Carso sono quindi tragicamente divenute celebri. Una delle foibe più conosciute è, in Istria, la 'foiba dei colombi' di Vines, e vicino Trieste il pozzo di Basovizza, che è diventato monumento nazionale. Ignoto ancora oggi è il numero dei morti seppelliti nelle foibe. Per ricordare questo tragico episodio è stato istituito il 10 febbraio di ogni anno, con la legge 30 marzo 2004 n. 92, il Giorno del ricordo. Questa celebrazione intende conservare e rinnovare «la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale». Dal punto di vista geologico le foibe sono dei grandi inghiottitoi, o caverne verticali, o pozzi, tipici della regione carsica e dell'Istria. Non sono quindi delle caverne ma cavità imbutiformi tipiche del Carso. Soltanto in Istria sono state censite più di 1700 foibe. Una delle foibe più spettacolari è quella di Pisino, tanto che viene chiamata semplicemente "Foiba". Si tratta di un inghiottitoio profondo 100 metri e largo circa 20, che si trova ai piedi del Castello di Montecuccoli, in cui si getta l'omonimo torrente. 

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