Un racconto di Dino Buzzati

Un racconto di Dino Buzzati, lo scrittore, giornalista, drammaturgo, disegnatore, librettista, scenografo, e poeta nato nel 1906 a Belluno e noto al grande pubblico per il capolavoro “Il deserto dei Tartari”, è il racconto, che dà nome alla raccolta eponima, “I sette messaggeri”. Dino Buzzati è considerato, assieme a Calvino e Landolfi, uno dei maggiori scrittori di romanzi e racconti fantastici di tutto il Novecento italiano; il deserto dei Tartari (pubblicato nel 1940), oltre ad essere giudicato dalla critica il più alto esempio di narrativa esistenzialista italiana, è anche un esempio formidabile della poetica surrealistica e realistico-magica dell’autore. Il racconto di Buzzati intitolato “I sette messaggeri”, come si diceva, è un racconto che partecipa, e che dà il titolo, all’intera prima raccolta di racconti di Buzzati, pubblicata per la prima volta nel 1942.

Infatti, in virtù della fama raggiunta per mezzo del “Deserto dei Tartari”, “I sette messaggeri” ottenne immediatamente successo di pubblico e anche di critica. In questa raccolta emergono alcuni tra i più importanti e significativi racconti di Dino Buzzati. Il racconto dei Buzzati di cui parliamo qui racconta la storia di un regno immaginario; in esso, il figlio del re stabilisce di raggiungere il confine del regno, portando con sé sette messaggeri per tenersi in contatto con la corte. A causa della distanza crescente, i messaggeri impiegano sempre più tempo per raggiungere la città. E così il principe, quando la distanza, ormai, non consente più di ricevere più una risposta da vivo, decide di mandare l'ultimo messaggero verso casa e gli altri davanti a sé: essi gli dicono di non imbattersi in alcun confine. Questa eternità della ricerca, di cui sostanzialmente tratta il racconto di Dino Buzzati, indica forse quanto sforzo serva per trovare lo scopo della vita, per poi rendersi conto che tale scopo non esiste.

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