La vittoria nel tennis per rinuncia dell’avversario

La vittoria nel tennis per rinuncia dell’avversario, o anche per l’eliminazione del giocatore che si presenta in ritardo per l’incontro, decisione che viene presa insindacabilmente dal giudice di gara, è definita scratch. La parola scratch deriva dal verbo inglese to scratch, che vuol dire cancellare. Nelle regole della Federazione internazionale del tennis non è fissato il periodo di tempo esatto entro cui un giocatore che arrivi in ritardo può essere ammesso a giocare. La decisione è lasciata alla discrezionalità del giudice arbitro. Per questo, nel tennis, non è chiaro quanto tempo sia lecito attendere prima di concedere la vittoria per rinuncia dell’avversario. Il giudice arbitro, infatti, può decidere di attendere anche un'ora prima di assegnare la vittoria di una partita a un giocatore. È consuetudine, però, che nell'attesa venga utilizzato il criterio del “campo libero”. Il criterio del “campo libero” consiste nel fatto che, se ad esempio un incontro è fissato alle ore 16, e il precedente incontro, iniziato alle 15, si prolunga fino alle 18, se uno dei due giocatori non si è presentato fino a quel momento, ma si presenta alle ore 17.59, il giudice arbitro deve far giocare la partita in quanto al momento della chiamata in campo tutte e due i giocatori risultano ufficialmente presenti. Anche in casi come questi, dunque, il giocatore presente dall’inizio non può pretendere la partita vinta, dato che soltanto il giudice arbitro può decidere se giustificare o meno il ritardo di un giocatore. L’espressione che definisce la vittoria nel tennis per rinuncia dell’avversario, ossia scratch, definisce in modo analogo nell’ippica il ritiro di un cavallo prima della corsa.

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